Area della Biosfera

Area della Biosfera

La grande Area del Monviso

L’Area della Biosfera del Monviso comprende 88 Comuni. Si tratta soprattutto di Comuni di piccole e medie dimensioni: 73 su 87 (circa l’85%) hanno una popolazione inferiore ai 5 mila abitanti. È un territorio che si estende su circa 284.500 ettari, e che va dai due versanti del Monviso, il Colle dell’Agnello e il Colle delle Traversette e raggiunge le colline del Roero attraversando i territori della Valle Maira, Valle Varaita, Valle Po, Bronda e Infernotto e l’area del Saluzzese, di Racconigi e di Savigliano (il Nord-Ovest della provincia di Cuneo), e una porzione della Provincia di Torino con i Comuni di confine di Villafranca Piemonte, Pancalieri, Cavour e Bobbio Pellice.

CARTINA MAB

Le zone proposte nella candidatura Mab Monviso

La “core-area” proposta nel “draft” di candidatura, presentato ad inizio luglio 2012 al Ministero dell’Ambiente, è costituita dalle Riserve Naturali e dalle Aree Contigue del Parco del Po Cuneese, nonché dal sito di importanza comunitaria “Monviso e Bosco dell'Alevè”. La “buffer zone” si identifica con i confini amministrativi dei 22/23 Comuni interessati dal territorio del Parco del Po Cuneese, SIC Monviso e SIC Pra Barant. La “transition area” corrisponde invece all’estensione degli altri 65 Comuni italiani interessati al Piano Integrato Transfrontaliero “Monviso: l’uomo e le territoire”, con i quali è da tempo attiva una feconda collaborazione sui temi dello sviluppo locale sostenibile.

La suddivisione amministrativa del territorio

Sul versante italiano, si possono individuare cinque zone amministrative:

- area di Racconigi, Roero e Saviglianese (Comuni di Cavour, Pancalieri e Villafranca Piemonte, Casalgrasso, Faule e Polonghera e una rappresentanza dei Comuni dell’associazione “Le Terre dei Savoia”, tra i quali: Barolo, Bene Vagienna, Bra, Caramagna Piemonte, Cavallerleone, Cavallermaggiore, Cervere, Cherasco, Fossano, Genola, Lagnasco, Marene, Monasterolo di Savigliano, Murello, Narzole, Novello, Pocapaglia, Racconigi, Ruffia, Sant’Albano Stura, S. Vittoria d'Alba, Savigliano, Sommariva Perno, Trinità, Verduno, Villafalletto, Villanova Solaro e Vottignasco);

- il Saluzzese (Saluzzo, Lagnasco, Scarnafigi e Torre San Giorgio, Cardè e Moretta);

- le Valli Po, Bronda e Infernotto (Comuni di Bagnolo Piemonte, Pagno e Sanfront oltre ai Comuni di Barge, Crissolo, Envie, Gambasca, Martiniana Po, Oncino, Ostana, Paesana, Revello e Rifreddo;

- la Valle Varaita (Comuni di Bellino, Brossasco, Casteldelfino - che da una decina d’anni ospita il Parco del Po con il Centro Visite Alevè e il Centro Escartons - , Costigliole Saluzzo, Frassino, Isasca, Melle, Piasco, Pontechianale, Rossana, Sampeyre, Valmala, Venasca e Verzuolo;

- la Valle Maira (Busca, Celle di Macra, Dronero, Macra, Marmora, Prazzo, Villar San Costanzo).

Due le aree morfologiche

Lo scenario territoriale della futura Riserva MaB denominata “Area della Biosfera del Monviso” si può suddividere in due zone morfologiche e in tre sub-zone territoriali: una zona collinare e pianeggiante nella parte Nord-Est della Provincia di Cuneo e due zone di territorio montano, a Nord-Ovest. Il principale elemento fisico di collegamento è il Monviso “il Re di pietra”, sorgente del fiume Po, il più lungo ed imponente fiume interamente compreso nel territorio italiano.
La zona collinare e pianeggiante corrisponde sostanzialmente con i territori dell’area di Racconigi (celebre per il suo Castello Reale, riconosciuto Patrimonio dell’UNESCO nella rete delle residenze sabaude), del Roero, del Saviglianese e del Saluzzese, il cui paesaggio è caratterizzato da vigneti e frutteti.
La zona montana comprende le aree della Valle Varaita, delle Valli Po, Bronda e Infernotto e della Valle Maira. La Varaita è una Valle scavata dal torrente omonimo, situata tra i contrafforti alpini che salgono al Monviso a nord e dal Pelvo d’Elva a sud. La parte inferiore, ampia e pianeggiante, è ricca di frutteti. La parte superiore, invece, presenta un paesaggio tipicamente montano.
La Valle Po è la più settentrionale delle valli saluzzesi e può essere considerata la “via naturale” che conduce al Monviso soprattutto grazie al fiume Po che la modella ampiamente. Ospita il “buco di Viso”, il primo traforo alpino costruito nel XV secolo dai Marchesi di Saluzzo per facilitare lo scambio delle merci verso la Provenza.
La Valle Maira è un territorio alpestre molto ricco geologicamente, particolarmente boschivo e solcato da una fitta rete di corsi d’acqua.

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Provvedimento n.229 dell'8 maggio 2014 - pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 3 giugno 2014.

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